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24 Aprile 2013

Il rebus dell’aggio

Gli enti locali si stanno attivando per affrontare la fase post Equitalia, a partire dal prossimo luglio, e fra i tanti nodi ostici da sciogliere figura quello inerente la misura dell’aggio di riscossione posto a carico del contribuente. L’entità dello stesso, a beneficio della medesima Equitalia, è pari al 9% delle somme iscritte nei ruoli emessi entro lo scorso dicembre, così come prevede il decreto legislativo n°112/1999, mentre è scesa di un punto percentuale nelle cartelle notificate a partire dal 1 gennaio 2013, come dettato dal decreto legge n°95/2012. Inoltre l’aggio di riscossione è ripartito tra il soggetto passivo e quello attivo se la cartella è pagata nei 60 giorni dalla notifica: oltre tale termine, l’onere è interamente a carico del contribuente.
Nel caso in cui la riscossione coattiva venga affidata ad una realtà diversa dal concessionario pubblico, la normativa non precisa alcuna misura dell’aggio, ma si limita a sottolineare molto genericamente (vedi articolo 52, comma 5, del decreto legislativo n°446/1997) che l’attribuzione della gestione della riscossione non deve comportare oneri aggiuntivi per il contribuente.
La lettura della norma è stata interpretata, laddove il problema è già stato affrontato, come una scontata eguaglianza tra ingiunzione e cartella, con conseguente applicazione, al contribuente, delle stesse condizioni vigenti prima e dopo il sessantesimo giorno dalla notifica della cartella di pagamento.
L’interpretazione è stata però bocciata dal Consiglio di Stato che, a mezzo sentenza n°3413/2012, ha chiarito come il divieto di aggravio economico debba essere subordinato all’onere della procedura di ingiunzione fiscale direttamente gestita dall’amministrazione comunale. Secondo il Consiglio di Stato il legislatore ha puntualizzato che l’affidamento del servizio di riscossione a terzi, ovvero a società in house, non deve determinare un aumento degli oneri per il debitore rispetto a quanto deriverebbe dalla diretta gestione della procedura da parte degli uffici comunali.
La sentenza, indirettamente, punta l’indice verso la necessità di mettere in atto un riordino normativo della riscossione coattiva delle entrate locali, incluso il tema dell’aggio che dovrebbe essere fissato per legge nella sua soglia massima.



Olindo Garavaglia






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