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31 Maggio 2013

I farmaci del futuro dallo studio del DNA batterico

Dal Web Gerenzano-Nuovi farmaci dal DNA batterico? Negli USA ci stanno provando e per farlo hanno chiesto collaborazione alla Fondazione Istituto Insubrico di Ricerca per la Vita, eccellenza consolidata nel campo delle biotecnologie, tra i primi fornitori al mondo di DNA batterico di ceppi rari e sede della costituenda Banca di DNA batterico.
E’ stato siglato a Boston un importante accordo che vede la Fondazione come fornitore di campioni di DNA batterico derivanti da ceppi di attinomiceti rari, che saranno studiati dagli esperti americani con l’obiettivo di individuare le sequenze scritte nel genoma di questi microorganismi, capaci di produrre nuove molecole potenzialmente dotate di attività farmacologiche.

La collaborazione e l’invio di campioni oltre oceano sono iniziati dopo uno studio “pilota” effettuato in febbraio 2013 su duecento campioni preparati e inviati da Gerenzano: le analisi effettuate negli USA hanno confermato per ciascun campione, il raggiungimento degli standard quantitativi e di purezza richiesti dai ricercatori americani. E’ così iniziato il lavoro di preparazione di altri campioni e, come previsto nell’accordo, ne saranno forniti almeno 5000 entro fine anno. Se, come si spera, dalle ricerche effettuate negli USA, saranno individuate sequenze geniche interessanti la collaborazione continuerà con la fornitura dei ceppi selezionati ed, eventualmente, con ricerche coordinate per la messa a punto dei metodi di produzione delle nuove molecole per via fermentativa.

«La filosofia di ricerca della Fondazione – ha dichiarato Angelo Carenzi, Presidente Fiirv - si basa sulla considerazione che i microorganismi presenti nell’ambiente sono dei fantastici produttori di molecole dotate di molteplici proprietà farmacologiche. Non per nulla, la gran parte degli antibiotici, degli antitumorali e degli antifunginei, oggi disponibili in terapia, sono di origine naturale».

Soddisfatto anche il Direttore della Fondazione Andrea Gambini: «Il lavoro svolto in questi anni ci ha permesso di ottenere alcuni risultati significativi: l’impegno diretto della Fondazione in diversi progetti di ricerca ha generato l’ottenimento di 2 brevetti ad alto potenziale applicativo. Inoltre, il mantenimento e la crescita costante delle competenze dei nostri ricercatori hanno portato collaborazioni internazionali di alto livello».



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