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12 Luglio 2013

Condizionatori e condizionati

Dal Web Con l’arrivo dell’estate ritornano le temperature che stroncano la resistenza di molti di noi, tanto durante il giorno quanto nelle ore notturne: il problema diventa ancor più insopportabile se lo si subisce all’interno di parallelepipedi in cemento armato privi, nell’intorno, di alberature che spezzano i dardi infuocati provenienti dal cielo.
Non rimane allora che appellarsi al refrigerio artificiale generato dai condizionatori la cui installazione, nel caso di edifici condominiali, mette, però, a rischio il decoro delle facciate degli immobili: la riforma del condominio – entrata in vigore lo scorso 18 giugno – classifica queste ultime quali parti comuni, ossia beni di proprietà di tutti i condomini.
Come si evincerà dalla lettura del seguito, incuriosisce la varietà di filtri che gli oppositori utilizzano per arginare la proliferazione delle installazioni: sentenze di giudici, regolamenti comunali e regolamenti condominiali.
L’elencazione rispecchia un ordine decrescente di autorevolezza della disposizione.
Secondo la sentenza della Cassazione n°12343/03, il collocamento del singolo impianto di condizionamento, indipendentemente dal fatto che trattasi di facciata esterna o interna dell’edificio condominiale, risulterebbe tanto più esteticamente tollerabile quanto più dimensione, posizione e colore dell’apparecchiatura fossero in sintonia con la parete prescelta.
Viceversa un impianto voluminoso potrebbe alterare la destinazione del bene comune, cosicché neppure l’alloggiamento preesistente di altre apparecchiature sulla stessa facciata ne giustificherebbe l’installazione.
Vi sono regolamenti edilizi che vietano espressamente il collocamento di condizionatori la cui proiezione a terra sorpassi il filo del perimetro del muro delle facciate prospicienti la pubblica via.
In tale caso la norma comunale rischia, però, di sommare la sperequazione di ieri, a causa della sua mancata retroattività, a quella di domani per via dell’assenza di controlli.
Nei regolamenti condominiali, invece, possono trovare spazio articoli a tutela del decoro dell’immobile, così peculiari, da obbligare il condomino – desideroso di refrigerarsi con aria condizionata – ad acquisire preventivamente il parere favorevole dell’assemblea in merito alla circoscritta invasività dell’installazione.
La diffusione dei condizionatori se, da un lato ha scatenato problematiche, come si è visto, di ordine estetico, dall’altro ha rivelato un’indubbia utilità che si è appalesata attraverso riflessi positivi rispetto a tematiche di salute e di igiene: contemperare estetica e utilità appare il consiglio più sensato per contenere litigiosità e…calura.



Olindo Garavaglia






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