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13 Maggio 2013

L’Inveruno in paraDiso

In attesa che città come Legnano, Rho e Magenta riassaporino gusto e piacere del calcio professionistico, il territorio affida alla piccola Inveruno (circa 10000 abitanti) il compito di ambasciatore dello sport più amato dagli italiani.
La squadra in maglia gialloblu, infatti, militerà – allorché prenderanno il via i campionati edizione 2013/14 – nella serie D nazionale grazie alla splendida promozione conquistata al termine del torneo di Eccellenza regionale (girone A).
I numeri sono eloquenti e non a caso la laurea è arrivata con due turni di anticipo: 81 punti conquistati in 34 gare di cui 26 vinte, 3 pareggiate e 5 perse.
Ben 95 volte il pallone è finito nella rete avversaria e solo 30 sono state le reti segnate dai diciassette club incontrati.
Un vero e proprio capolavoro sportivo, ossia il risultato entusiasmante di una somma di addendi tutt’altro che casuali: dirigenti, tecnici, giocatori e tifosi hanno servito la causa comune rispettivamente con diligenza, professionalità, umiltà e passione.
Il nostro plauso è rivolto a tutti indistintamente e, pertanto, nessun soggetto verrà citato singolarmente, a conferma che il gioco del calcio è una disciplina sportiva di gruppo che contempla necessariamente la condivisione collettiva delle amarezze e delle euforie.
In un contesto economico e territoriale che sottolinea la limitatezza di mezzi finanziari a disposizione dello sport praticato a livello agonistico di rilievo, sorprende il fenomeno di questa piccola società calcistica che, evidentemente, rappresenta l’effetto conclusivo di un progetto seriamente studiato.
Neppure lo squadrone della Solbiasommese (team originato dalla fusione dei sodalizi calcistici di Solbiate Arno e di Somma Lombarda) ha saputo arginare l’avanzata degli atleti in casacca gialloblu: per alcuni mesi vi è stata una prevalenza del club varesino, ma – dopo lo scontro diretto disputato ad Inveruno nella seconda domenica di febbraio – il campionato ha conosciuto la svolta decisiva.
La graduatoria finale ha certificato ben 11 punti di distacco tra le due formazioni.
Rileggendo i numeri snocciolati, è lecito affermare che il potenziale offensivo delle zebre gialloblu ha fatto la differenza con quasi tre realizzazioni a partita, in un torneo in cui la metà delle rivali ha mediamente segnato una rete per gara.
Sul finire degli anni ’50 del secolo scorso, l’Unione Sportiva Inveruno aveva già militato nel campionato di quarta serie con risultati alterni: l’augurio che il ritorno in paradiso possa riservare maggiori fortune è d’obbligo.



Olindo Garavaglia






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